La spmii offre un percorso di pratiche musicali basate su laboratori collettivi di musica d’insieme aperti a tutti gli iscritti: di ogni età e livello di conoscenza musicale, per qualsiasi strumento.
Nella pluralità di percorsi possibili, quello di base prevede un corso di strumento individuale (4 ore mensili) unito ad un Laboratorio collettivo (4 incontri mensili di tre ore ciascuno). Codesti laboratori sono multi-livello e strutturati in modo tale da consentire la partecipazione anche (e soprattutto) di chi proprio inizia da zero.
Principio fondante della didattica della nostra scuola è la pratica collettiva; questo per vari motivi essenziali: in primo luogo riteniamo, per ormai lunga esperienza, che le abilità musicali di base si acquisiscano molto più facilmente suonando insieme agli altri; l’ascolto, lo sviluppo dell’orecchio musicale, la capacità di andare consapevolmente “a tempo”, il senso dello spazio sonoro e tante altre cose hanno bisogno di essere subito praticate per essere ben apprese, e i progressi con il proprio strumento possono così avanzare anche in un contesto diverso dalle lezioni individuali, confrontandosi magari con chi all’interno del laboratorio suona lo stesso strumento o con gli altri. In secondo luogo è evidente che la spmii privilegia l’appropriazione popolare di ogni tipo di musica; il che comporta un approccio ATTIVO alla musica, non passivo: si impara a creare musica e contemporaneamente a capire come funziona, oppure si usano e si manipolano materiali di ogni genere musicale e così si capisce il senso che hanno e come questo senso possa essere eventualmente cambiato; si emette un suono ed è da questo momento che si può capire cosa esso sia.
Molta importanza è data anche alla socializzazione e al “clima” che si crea durante i laboratori, privilegiando l’aspetto ludico e di confronto più di quello accademico; ad ognuno si chiede di partecipare attivamente e criticamente al lavoro collettivo, ad apprezzare ed aiutare chi trova difficoltà e nel caso ad affiancare chi ci può aiutare, senza avere preconcetti culturali o musicali. Per cui, il percorso del laboratorio non deve mai essere vissuto come “individuale” (come lo possono essere le lezioni) ma sempre “comune” e in condivisione con gli altri e in questo modo partecipare a quel processo formativo che si richiama a IVAN ILLICH e che per questo rende i laboratori di musica d’insieme fondamentali.
Quindi non è discriminante che nei nostri laboratori si suoni rock, pop, Jazz o altro ma fondamentale è, ripetiamo, l’approccio, che ad esempio include come mezzo di apprendimento anche l’improvvisazione: quindi ascolto degli altri, responsabilizzazione nell’uso di suoni individuali da inserire nel gruppo, acquisizione di modi melodici, di modi di fare... e così via.
Molto importante è adesso chiarire in che modo si integrano i corsi di strumento individuale con i Laboratori collettivi e come esempio prendiamo l’inizio di un percorso di un principiante, di uno che non ha mai suonato prima di iscriversi alla spmii (ma l’esempio è facilmente estendibile per chiunque): il suddetto principiante nel laboratorio affronta, per esempio, le dinamiche insieme a tutti- suonare piano, suonare forte, crescere e diminuire di volume-; all’inizio emetterà l’unico suono che è in grado di produrre, mentre alla fine dell’anno, seguendo il corso di strumento, sarà in grado di suonare melodie e produrre codeste dinamiche. E spesso sarà il laboratorio di musica d’insieme che aiuterà a sviluppare le richieste da parte dell’allievo, come ad esempio melodie, comprensione di ritmi o di dinamica toccati all’interno del laboratorio che possono ottenere maggiori chiarimenti all’interno delle lezioni individuali. E ciò vale per tutto (improvvisazione, esecuzione, lettura...) e per ogni grado di complessità.
Infine una parola sul fatto che i laboratori sono multi-livello. Stiamo parlando di laboratori, non di lezioni cattedratiche, dove tutti imparano da tutti, e dove gli insegnanti facilitano l’integrazione delle diverse capacità, dove il principiante inizia a suonare per la prima volta e dove l’allievo già esperto ha la possibilità di inserire la sua individualità in un contesto ricco e multiforme. D’altra parte è anche la musica in sè a contenere questa stessa multiformità e ricchezza di piani.
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